Anche se questi congiunti, spinti dall'ira per scongiurare la propria sventura, dovessero colpirmi e cercare di uccidermi, io non desidero tuttavia ucciderli per ira per scongiurare la mia sventura. Anche se essi, spinti dall’avidità del regno per ottenere i propri fini desiderati, cercassero di uccidermi, io non desidero tuttavia ucciderli per avidità per ottenere i miei fini desiderati. L’implicazione è che non desidero acquistare le porte dell’inferro cedendo all’ira e all’avidità.
Usando qui due volte la parola ‘api’ (anche se), l’intento di Arjuna è: io non ostruisco neppure il loro interesse personale, perché mai dovrebbero uccidermi? Ma supponiamo che, con il pensiero che ‘essi per primi hanno ostruito il nostro interesse personale’, essi intendano distruggere il mio corpo, anche allora (anche se ucciso) non desidero ucciderli. Il secondo punto: che uccidendoli otterrei la sovranità dei tre mondi – questa non è neppure una possibilità. Ma supponiamo che uccidendoli otterrei la sovranità dei tre mondi, anche allora (anche in nome della sovranità sui tre mondi) non desidero ucciderli. Il significato di rivolgersi a ‘Madhusudana’ è: Tu sei l’uccisore dei demoni, ma questi precettori come Drona e questi nonni come Bhishma sono forse demoni, perché io debba desiderare di ucciderli? Essi sono i nostri parenti strettissimi e cari.
‘Precettori’ – Tra questi congiunti, quelli come Dronacharya, con i quali abbiamo un rapporto di apprendimento e di benessere – tali venerabili precettori – dovrei servirli o combatterli? Si dovrebbe offrire se stessi, persino la propria stessa vita, ai piedi del precettore. Questo soltanto è ciò che è appropriato per noi.
‘Padri’ – Considerando il rapporto corporeo, questi padri sono la stessa forma di questo nostro corpo. Essendo divenuti la loro forma attraverso questo corpo, come possiamo noi, spinti dall’ira o dall’avidità, uccidere quei nostri padri?
‘Figli’ – I figli nostri e i nostri fratelli sono del tutto degni di essere nutriti. Anche se agiscono in modo contrario a noi, tuttavia nutrirli è il nostro dharma.
‘Nonni’ – Allo stesso modo, coloro che sono nonni, poiché sono venerabili persino per i nostri padri, sono sommamente venerabili per noi. Possono castigarci, possono persino ucciderci. Ma il nostro sforzo dovrebbe essere tale che essi non soffrano alcun dolore o angoscia; al contrario, abbiano felicità, conforto e siano serviti.
‘Zii materni’ – Coloro che sono i nostri zii materni sono i fratelli delle madri che ci hanno nutrito e allevato. Pertanto, dovrebbero essere riveriti come le madri.
‘Suoceri’ – Questi nostri suoceri sono i venerabili padri delle mie e dei miei fratelli mogli. Pertanto, sono uguali ai padri anche per noi. Come potrei desiderare di ucciderli?
‘Nipoti’ – I figli dei nostri figli sono ancora più degni di essere nutriti e accuditi dei figli.
‘Cognati’ – Coloro che sono i nostri cognati sono anche i cari fratelli delle nostre mogli. Come possono essere uccisi!
‘Parenti’ – Tutti questi parenti che si vedono, e tutti gli altri parenti oltre a loro – dovrebbero essere nutriti, accuditi e serviti, o dovrebbero essere uccisi? Anche se uccidendoli ottenessimo la sovranità dei tre mondi, sarebbe appropriato ucciderli? Ucciderli è del tutto inappropriato.
Collegamento: Nel verso precedente, Arjuna ha dichiarato due ragioni per non uccidere i congiunti. Ora, dal punto di vista della conseguenza, stabilisce anch’egli che i congiunti non dovrebbero essere uccisi.
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